Envelopes + København Store @ Circolo degli Artisti
Maggio 28, 2008
Recensione a cura di Emanuele Tavagnini (nerds attack):
Roma, 24/Maggio/2008
Per non rimanere a sentire il silenzio del coprifuoco calcistico. Per non lasciarsi abbrutire. Il pallone abbrutisce. Che letteralmente significa “rendere simile a un bruto”, “avvilire”. Ecco per non avvilirsi. Per non avere il volto trasfigurato di rabbia e bestemmie. Per la curiosità di rivedere a Roma i piacentini København Store che tornano sull’onda lunga del debutto ‘Action, Please!’. Il quartetto, anche questa volta privo di cantante, è autore di un perfetto connubio di sapori shoegaze immersi in dilatazioni emozionali che guardano al paesaggistico nord Europa. La serata è davvero misto-lino-Primavera/Estate. C’è il maxischermo. C’è una conventicola tifosa che vive l’evento manifestando gioia e disappunto con stranissime smorfie facciali. Così strane che quando i København Store iniziano a suonare nessuno se ne accorge. Ci saranno venti persone ad assistere allo show degli emiliani che, da subito, mettono sul piatto quanto a noi già noto. Fragore e potenza. Grazie anche al supporto di una seconda (quasi completa) batteria che a stento riuscirà a rimanere in piedi colpita da tanto ardore. I brani sono quelli del disco. Resi ancor più aggressivi e senza il giocattoloso apporto di alcuni strumenti consueti nelle esibizioni del quartetto. Quando la partita finisce la sala comincia a riempirsi. Gli applausi scendono convinti. E la band continua a rapire senza punti di ritorno. Questo è shoegaze. Questo è suonare. Prova maiuscola.
La pattuglia nerdica è folta è agguerrita. Nessuno questa volta è “solo”. Gli headliner della serata sono cinque ragazzi a nome Envelopes composti da quattro svedesi di Malmö e da una ragazza francese (Audrey Pic) con caschetto twee pop che prova a cantare e a suonare la chitarra. Arrivano a supporto del primo album (non contando un’anonima autoproduzione) ‘Here Comes The Wind’ che mi aveva assolutamente fatto storcere la bocca. Per essere più chiari ed onesti possibili: il disco è davvero poca cosa. Cioè brutto. Sul palco è anche peggio. La giovane età non giustifica un’atmosfera da band liceale che i nostri fanno di tutto per non nascondere. Dovrebbe essere una sorta di indie pop venato di wave colta (citare i Talking Heads piuttosto che gli Os Mutantes, piuttosto che i primi B-52’s fa si che io venga maledetto in eterno) e invece quello che esce dagli ampli è solo uno stonato poppettino indie sbarazzino dal pantaloncino attillato sulla scia dei peggiori Cardigans (se mai ce ne siano stati di migliori). Davvero scarsi. Della serie dilettanti allo sbaraglio. Mi guardo attorno per vedere se trovo Gerry Scotti e il maestro Pregadio e invece incrocio solo volti increduli davanti all’ennesima invasione di musica non musica. Peccato solo che i København Store abbiano suonato così poco mentre il pallone rotolava ancora. Giù il sipario. Basta così.
Emanuele Tamagnini
København Store @ Lynx Club, Vicenza: VITAMINIC.IT
Aprile 10, 2008
Da www.vitaminic.it:
…I nostri connazionali, nel presentarci tutti i brani pubblicati nel nuovo Action, Please!, ci strapparono non pochi applausi e ci infusero una gran voglia di ballare a dispetto della scarsa numerosità del pubblico. Il loro ”post-shoegaze-pop” ci fece commuovere a più riprese, suscitando in noi la vergogna di essere nati tra i colli berici. Le loro melodie e la loro energia ci coinvolsero tanto da affrontare con entusiasmo lo spettacolo della band successiva…
Luca Baldinazzo
København Store @ Baciccia – 13 Marzo 2008
Marzo 15, 2008
Era da tempo che gli aspettavo di vedere e sentire dal vivo, dopo aver mandato in rotazione perenne nelle casse del computer i loro tre brani disponibili sul loro myspace
(www.myspace.com/kobenhavnstore).
Occasione ghiotta quella offertami dal Baciccia di Piacenza (www.myspace.com/baciccialive) per rilassarmi dopo una giornata passata tra un’aula e l’altra dell’università.
Obbiettivo dichiarato, godermeli in prima fila ed acquistare il loro nuovo disco “Acion, Please!” edito per la romana 42 Records.
E così è stato.
E’ stato come salpare su un battello a vapore per una piacevole crociera nei mari del nord.
Sono stati sessanta minuti e più di intensa partecipazione tra noi pubblico e loro quattro sul piccolo palco del Baciccia.
Si è sentito fin dalla prima nota che sarebbe stato un viaggio caldo nonostante le atmosfere nordeuropee che i København Store richiamano e trasmettenono attraverso la loro musica.
Chitarra, basso, batteria,voce, iBook, effettini e tastierine varie creano insieme un’atmosfera unica.
I København Store ti fanno stare bene, non c’è verso e i loro pezzi ti rimangono stampati in testa e te li canti in continuazione.
Questo è un concerto che consiglio a tutti.
Questo è un concerto che tutti dovrebbero vedere e godere.
Questo è un gruppo italiano che spacca.
Recensioni Live: NERDS ATTACK!
Novembre 15, 2007
NERDS ATTACK (Musica Roma Underground) recensisce la serata del 9 novembre al Sinister Noise e di noi scrive questo:“…Puntualissimi sulla tabella di marcia salgono il gradino che separa il palco dal pavimento i piacentini København Store quasi pronti al debutto su 42 Records (in scuderia anche Cat Claws e Fake P). Quartetto strumentale ricco di effetti, strumenti a rimorchio e soprattutto ricco di percussioni se è vero che alla tradizionale batteria si aggiungono un altro paio di “pezzi” posizionati fronte stage. L’esplosività dei musicisti è fragorosa. Ai riverberi prettamente shoegaze si fondono effetti e mirabilie condotti da un bassista tuttofare mentre i due batteristi danno vita ad una gioiosa festa in sincro davvero stupefacente. Vitali. Come se i Notwist fossero vissuti tra le nebbie scozzesi. Come se tutta l’elettro-emozione nord europea venisse convogliata in uno spartito rarefatto. Allungato. Dove trascinanti appaiono le code che spiralano ogni brano proposto. Dove la punta dell’iceberg non può che essere “PostCore” brano che si candida come uno dei più belli (parola abusata ma usiamola Dio santo!) dell’annata tricolore. Piccola grande sorpresa. Piccola grande meraviglia. Frastornante. Appagante.” Clicca qui per leggere tutto l’articolo