Recensioni “Action, Please!”: MANIFATTURIEREBROZ
Aprile 17, 2008
da manifatturierebroz.blogspot.com:
this is not a dancefloor, no more
le coordinate migliori da utilizzare per giungere ad “action, please!” dei københavn store portano ad un riuscitissimo incrocio tra il post-rock più emotivo ed un’indietronica decisamente pop, quella sonorità tanto per capirci così cara ai giardini di mirò e che troverebbe la certa approvazione in casa morr: il risultato è espresso in otto canzoni, equamente divise tra strumentali e non, in cui le melodie sono state incasellate in una moltitudine di tessere sonore perfettamente inserite in un raffinato e complesso mosaico che l’ottima produzione di Giacomo Fiorenza ha rifinito con mano sicura ed esperta.
colpiscono davvero nel segno i københavn store, colpiscono realizzando un album dal suono potente e solido che più volte durante l’ascolto ha portato a pensare ai broken social scene, più per la capacità dimostrata nel saper ottenere in uscita una notevole compattezza d’insieme piuttosto che per qualche analogia musicale.
ulteriore segno distintivo è la scelta di affidare quattro canzoni ad altrettante voci più o meno conosciute: alessandro raina si cimenta nella sensuale “we came down from the north”, jonathan clancy dimostra per l’ennesima volta la sua bravura in “ants marching on”, una delle migliori canzoni del disco con chitarre impetuose ed esplosive. Il conterraneo simone magnaschi, colonna portante dei disciolti stinking polecats, è autore e cantante nella visionaria ed eterea “black rebel tricylce club”, infine fabio campetti (edwood) anima la densa “a real twilight”. Le strumentali si mantengono sulla stessa lunghezza d’onda, dall’iniziale “post core”, titolo che pare una dichiarazione d’intenti, è un omaggio alle distorsioni dei my bloody valentine, nella bellissima gardens.v3 non sai se buttare nella mischia sigur ròs o mùm, “the cold seasons” dimostra un’intensità assoluta.
forte è a questo punto la voglia di ascoltarli dal vivo, perché senza nessuna esagerazione si può affermare che “action, please!” rappresenta una delle più belle sorprese nel panorama musicale di casa nostra di questi primi quattro mesi del 2008, senza se e senza ma.